Oliviero Toscani in mostra

 

La mostra ospite del Castello di Miradòlo ripercorre l’ intera di carriera di Toscani attraverso centinaia tra fotografie, stampe, manifesti e video dal suo esordio alla sua recente produzione artistica.

 

Formazione

Oliviero nasce a Milano nel 1942, figlio di un fotoreporter del “Corriere della sera” inizia a frequentare a Zurigo la migliore scuola di fotografia a livello europeo: la Kunstgewerbeshule, dove si diploma nel 1965 ed inizia la sua carriera dalla gavetta.

In quegli anni di frattura con le vecchie abitudini e di fermento sociale e politico Oliviero diventa testimone, con la sua fotocamera, degli eventi che caratterizzano quel periodo storico raccontando i cambiamenti culturali e di costume, diventando in tale modo testimone e narratore per immagini degli avvenimenti che contraddistinguono la sua generazione.

Agli inizi degli anni ’70 si trasferisce a New York, frequenta la Factory di Andy Warhol dove fotografa la cultura underground, la sua creatività gli consente di essere coinvolto e collaborare con i maggiori stilisti internazionali e le sue immagini sono pubblicate su periodici quali: Vogue, Harper’S Bazar, GQ, Elle.

 

 

 

 

Benetton

Nel 1982 Oliviero Toscani dalla frequentazione di Benetton avvia una collaborazione che cambia radicalmente il mondo della comunicazione e dalla sua partecipazione alle campagne pubblicitarie di Benetton scaturisce un sodalizio importante, iniziato dall’invenzione del marchio “United Colors of Benetton”.

Oliviero Toscani affronta temi di grande attualità quali razzismo, fame nel mondo, AIDS, religione, sesso, violenza, pena di morte… così la sua fotografia sfrutta il linguaggio della pubblicità per denunciare  le forti contraddizioni della Società.

Attraverso l’uso di questo nuovo linguaggio infrange molti tabù, gli scandali che seguono hanno il privilegio di sollecitare l’opinione pubblica ad affrontare e discutere di aspetti sociali ed etici; attraverso le sue fotografie denuncia l’ipocrisia che condiziona il mondo della Moda, sollevando un vivace dibattito.

 

 

 

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