Helmut Newton “Works”

Ho visitato qualche settimana fa la mostra “Works” di Helmut Newton alla GAM a Torino, ora prorogata fino all’8 novembre.

Il progetto artistico curato da Matthias Harder, direttore della “Helmut Newton Foundation” di Berlino, offre un’ampia panoramica della lunga ed eclettica carriera del grande fotografo.

La mostra consiste in una selezione di 68 fotografie scattate a partire dagli anni Settanta, comprese alcune bellissime copertine firmate per “Vogue”, per giungere  fino alle sue opere più recenti.

 

 

La moda è stato il mio primo desiderio, sin da ragazzo. E, ovviamente, volevo diventare un fotografo di Vogue

 

 

Stile

Newton con il suo personale stile attraente, dissacrante e graffiante ha creato un genere unico, lasciando un’eredità artistica che lo cataloga fra i grandi fotografi del XX secolo, dalla sua prematura scomparsa è riconosciuto come un mito.

La ricerca estetica di Newton traspare nei suoi generi fotografici: dalla moda al ritratto, dalla foto di studio a quella in luce naturale, dal raffinato erotismo al nudo artistico egli sceglieva di ritrarre soggetti spesso di genere femminile, raccontandone e valorizzandone la sensualità e la femminilità in modo provocante, ironico e seducente.

 

 

“Non m’interessa il buon gusto. (…) Mi piace essere l’enfant terrible”

 

 

Racconto

La sua fotografia racconta storie emozionanti e sorprendenti, esprimendo una narrazione parallela e travalicando i tradizionali approcci narrativi; le sue immagini sono intrise di lussuosa eleganza e sottile seduzione, ma anche di riferimenti culturali e di un sorprendente senso dell’umorismo.

Newton era in grado di trasformare luoghi banali in palcoscenici teatrali dai forti contrasti o particolarmente minimalisti per i suoi scenari assolutamente non convenzionali, spesso scegliendo sfondi originali e siti particolari.

 

 

“Fotografo ciò che mi attrae, le cose che trovo interessanti e belle – il tipo di mondo che vorrei. Non è il mondo in cui vivo”

 

 

Percorso

La mostra “Works” si articola in un percorso espositivo attraverso quattro sezioni distinte che offrono la possibilità di ammirare alcuni dei suoi scatti più celebri.

Nel corso della sua carriera artistica ritrasse però anche uomini famosi: artisti, attori ed imprenditori, le sue fotografie sono conosciute grazie alla pubblicazione  sulle più prestigiose riviste internazionali, esposte in  gallerie e musei e raccolte nei suoi libri.

Ci sono i numerosi ritratti sui grandi del Novecento tra cui Andy Warhol (1974), Paloma Picasso (1983), grandi attrici come Catherine Deneuve (1976) e Anita Ekberg (1988) o top model come Claudia Schiffer (1992), per arrivare allo stilista come Gianfranco Ferré (1996) o icone come Gianni Agnelli (1997).

Ricchissima anche la sezione dedicata alle foto di moda con scatti tratti da servizi realizzati per Mario Valentino e per Thierry Mugler nel 1998.

 

 

“Helmut è un gan manipolatore. Sa esattamente quello che vuole ed è implacabile nel cercare di ottenerlo sulla pellicola. Gli piace la teatralità della fotografia.”      June Newton

 

 

Helmut Newton morì improvvisamente il 23 gennaio 2004 a Los Angeles, prima di poter assistere alla completa realizzazione della Fondazione a lui dedicata.

 

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